Ho pensato molto alla persona da scegliere per questa intervista e alla fine non mi ero accorta di averla proprio davanti agli occhi... Invece della 'porta canto', avrei dovuto dire della stanza vicina! Si perchè la persona in questione è mio fratello, si chiama Gino e ha 5 anni più di me e da sempre, sin da quando era bambino, ha avuto un diverso approccio con la matematica (direi immediato e senza alcun problema)... Tanto da arrivare a farne una professione (Bancario) dopo una serie di studi sempre rigorosamente legati al mondo della matematica (ragioneria prima, economia e commercio poi..).E' stato un bel modo per conoscere quella parte di mio fratello che per molto tempo è stata motivo di gelosia e paragone per me che mi sentivo tanto diversa!
D: La matematica è sempre stata per te una passione?
R: Più che una passione, posso dire che ha avuto sempre un buon rapporto con i numeri! Insomma sin dall’inizio della scuola i numeri non mi hanno dato mai problemi! Mi spiego meglio….Ho sempre avuto una mente molto schematica che ben si sposava con la matematica ed i suoi aspetti. Le formule, le operazioni, i problemi…tutto mi riusciva e mi riesce abbastanza semplice…Devo confessare che ancora oggi mi piacerebbe prendere i miei vecchi libri di matematica ed esercitarmi con numeri, operazioni, equazioni, frazioni ecc.
D: Che rapporto hai oggi con essa?
R: Mah, devo dire che fa parte sicuramente del mio quotidiano! Lavorando in banca inevitabilmente la matematica ed i suoi aspetti mi accompagnano per tutta la giornata! Non nascondo che provo nostalgia per i pomeriggi passati ad esercitarmi con la matematica durante il mio percorso scolastico!
D: Pensi che la matematica sia una capacità innata o si possa imparare?
R: Come ogni cosa, la verità sta’ nel mezzo! Ovviamente la matematica si può e si deve apprendere attraverso lo studio e la pratica….Ma ad ogni modo si deve essere predisposti ad essa…L’intuito matematico fa parte di noi e non si può apprendere! I grandi matematici, scienziati, fisici sono arrivati ai livelli “alti” non solo attraverso lo studio e l’applicazione, ma anche grazie a quel qualcosa in più che solo madre natura ti dona!
D: Cosa pensi delle materia umanistiche?
R: Mi piacciono! Ad esempio sono sempre stato un grande appassionato di storia, soprattutto medievale. Nei miei scaffali abbondano libri di storia, soprattutto saggi! Avrei voluto conoscere il latino! Avendo frequentato un istituto tecnico ed Economia non ho avuto un grande confronto con le materia umanistiche! Tuttavia nella nostra formazione non si può prescindere dalle materie umanistiche! Le considero come una forma di arricchimento del nostro animo! Attraverso le materie umanistiche si può attuare un percorso conoscitivo e di arricchimento del nostro Io più profondo! Personalmente ricordo l’emozione di quando ho letto per la prima volta i romanzi cortesi di Chrétien de Troyes, poeta attivo in Europa nella seconda meta del XII secolo. Che avventure, l’amore, il coraggio, la virtù dei cavalieri! Emozioni che servono a colorare la nostra vita! La matematica permette al mondo di muoversi, le materie umanistiche di renderlo un po’ più colorato!
D: Ti piacciono?
R: Beh credo di averti già risposto! Mi sarebbe forse piaciuto avere una “guida” che mi avesse insegnato a cogliere alcune sfumature che inevitabilmente non ho la capacita di cogliere nei miei approcci solitari alla lettura!
D: Hai delle passioni che prescindono dalla matematica?
R: La lettura, la storia…ah si mi piace tanto andare in bicicletta! Pensa anche qui la matematica non mi abbandona! Ad esempio a seconda dei rapporti che usi mentre pedali hai un determinato sviluppo metrico, che poi devi regolare in base alle pulsazioni che il tuo cuore esprime ogni minuto! Ovviamente queste ultime le vai a gestire anche in base al numero di pedalate che sempre ogni minuto vai ad eseguire! Devi saper gestire lo sforzo in base ai chilometri che decidi di percorrere o al tempo che ti prefiggi di ottenere in un determinato chilometraggio! Alla fine tutti calcoli matematici che ti accompagnano anche nello sport!
D: Quanto conta la matematica nella professione che svolgi?
R: E’ tutta matematica! Lavoro in banca ed ogni giorno mi trova a dovermi confrontare con i numeri! Tassi, interessi, costi, ricavi! Ogni giorno devi rispondere a domande che comportano l’applicazione della matematica!
D: Pensi che la matematica, e più in generale la scienza, possa dare una risposta a tutto?
R: Credo di si! Vedi tutto l’universo è regolato da formule matematiche! La natura stessa risponde a delle regole che volendo si possono ricondurre alla matematica! Attraverso di essa l’uomo è passato dall’età della pietra all’età di Internet! L’evoluzione stessa è matematica!
D: Credi in Dio?
R: ……Mmh……E’ una domanda semplice, ma dare una risposta è di una difficoltà unica! Talvolta dico di credere in Dio per una sorta di timore verso tutto quello che non so e che non mi riesco a spiegare! Dico che a tutto ciò che ci circonda c’è una risposta! La verità è che abbiamo sempre avuto paura di tutto quello che non siamo in grado di spiegare, e questa debolezza ci costringe a doverci far tranquillizzare da una sorta di entità superiore! Siamo uomini perché abbiamo anche emozioni, sentimenti e tante, tante paure che dobbiamo superare, o quanto meno mascherare, e per questo che sentiamo il bisogno di credere in Dio!...Come vedi alla fine si fanno tanti giri di parole ma la risposta a tale domanda non è mai solo affermativa o solo negativa! Trai tu le conclusioni del mio discorso!
D: Quale erano i tuoi giochi preferiti quando eri bambino?
R:…Le costruzioni! I LEGO! Quanto le ho amate e quanto le amo! Non mi stancherei mai di costruire, di giocare con i LEGO! Intere giornate passate con le costruzioni! Penso, comunque che sia stato un gioco amatissimo e molto “di moda” tra quelli della mia generazione!
D: Credi che abbiano influenzato il tuo rapporto con la matematica?
R: Credo proprio di si! Hanno sicuramente allenato il mio cervello a sviluppare capacità critica e di analisi!
D: Hai delle manie o dei rituali particolari?
R: …Mmh…No non credo, o forse sono talmente in me che non mi rendo conto!
D: Sei un tipo introverso o estroverso?
R: tendenzialmente sono un tipo introverso! Soprattutto sono molto geloso dei miei spazi, delle mie cose e del mio modo di vivere la vita, che , talvolta, preferisco starmene per i fatti miei per non dover dare troppe spiegazioni!
D: Cosa pensi delle persone che non amano e non comprendono la matematica?
R:…Beh…Non faccio loro colpa di questo! Il mondo è bello perché è vario! Anch’io non amo e non comprendo la musica dance!...E non pretendo che gli altri amino o comprendano ciò che per me può essere normale!
D: Ne potresti diventare amico?
R:…Certo, non esiste solo la matematica! Esistono persone che hanno interessi e passioni diverse dalle proprie! Persone comunque affascinanti con qualcosa da trasmettere! Persone con cui essere amici e, perché no, da amare!
domenica 1 giugno 2008
Evariste Galois
Un ragazzo prodigio: EVARISTE GALOIS
Intervista immaginaria ad un matematico francese che morì a soli 20 anni!
S: Buongiorno Evariste!E: Buongiorno a lei signorina!S: Data la giovane età mi permetto di darti del tu...E: Si grazie, lo farò anch'io con lei!S: Benissimo, allora parlami un pò di te, quando e dove sei nato?E: Sono nato il 25 ottobre del 1811 a Bourg-la-Reine.S:Entriamo subito nel merito e dimmi se ti ricordi,quand'è nata la tua passione per la matematica.E:Dunque...non ricordo esattamente quando, sò solo che sono considerato un ragazzo prodigio...S: Perchè secondo te?E: Credo sia dovuto al fatto che poco più che adolescente riuscii a determinare un metodo generale per scoprire se un'equazione è risolvibile o meno con operazioni quali: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice.S: Beh credo tu abbia risolto un problema della matematica vecchio di millenni!E: Così sembrerebbe!S: Modesto... considerando che il tuo lavoro ha posto le basi per una teoria che porta anche il tuo nome: Teoria di Galois. So anche che detieni un altro primato, quale?E: Si, sono stato il primo ad utilizzare il termine Gruppo in matematica.S: Cosa intendi per Gruppo?E: Un termine che serve per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi... Sai anche i gruppi da ma definiti hanno preso il mio nome!S: E cioè?E: Gruppi di Galois!S: Ma sei davvero un genio! Oltre alla matematica hai qualche altro interesse?E: Beh si, le mie convinzioni politiche rendono la mia vita piuttosto movimentata!S: E quali sono le tue convinzioni politiche?E: Sono un fervente Repubblicano e per questo ho avuto qualche problema...S: Mi racconti un episodio?E: Beh, un giorno ebbi la brillante idea di brindare al Re con in mano un coltello!S: E cosa ti è successo?E: A causa di questo brindisi fui portato in prigione...S: E rimanesti dentro per molto tempo?E: No, fortunatamente grazie alla testimonianza in mio favore da parte dei miei amici fui subito scarcerato.S: Una gran brutta faccenda!E: Eh si, ma ne sono successe altre che magari poi ti racconto!S: Certamente, sono qui tutta orecchi! Ma quali sono stati i tuoi studi? Sicuramente non avrai avuto dei problemi con la matematica?E: Eh no, purtroppo ti debbo smentire!S: Cioè..racconta dai?E: Nel 1828 cercai di essere ammesso all'Ecole Polytechnique ma non superai l'esame di ammissione!S: E poi?E: Tentai di nuovo l'anno successivo ma con scarsi risultati... Fui bocciato per la seconda volta all'esame di ammissione...S: Non credo alle tue parole, stai scherzando vero?E: No no è la verità...S: E allora come te lo spieghi? Cosa ti successe?E: Beh in realtà non è che non sapessi risolvere gli esercizi della prova...anzi, in verità li consideravo troppo semplici, banali e soprattutto non interessanti!.. E ti dirò di più, esasperato dall'esaminatore, che mi voleva imporre di risolvere quegli esercizi, presi il cancellino utilizzato per pulire la lavagna e glielo scagliai addosso!!! S: Ma sei davvero un bel tipino...hai spesso di queste uscite?E: Beh, era davvero un brutto periodo per me!S: Perchè? Cosa ti era successo?E: Ero profondamente scosso dall'improvvisa morte di mio padre, sai si è suicidato..S: Capisco e mi dispiace... Ripensando ai tuoi lavori, hai mai pensato di pubblicarli?E: Anche quella è una faccenda complicata...S: Perchè?E: Beh, inizialmente ho fatto pervenire la mia, diciamo, Memoria a Cauchy che la esaminò e mi suggerì di modificarla perchè in alcuni punti coincideva con un lavoro di Abel.S: E tu che hai fatto?E: Chiaramente l'ho modificata e nel 1830 l'ho inviata a Fourier con la speranza di poter partecipare al Gran Premio indetto dall'Accademia.S: E.... hai vinto?E: No, purtroppo Fourier morì e la mia memoria è andata persa.S: Mi spiace...Chi ha vinto il Concorso?E: Il premio è stato assegnato ad Abel e Jacobi.S: Ti sei scoraggiato e hai lasciato stare tutto?E: No, anzi, nonostante la scomparsa dello scritto, quello stesso anno ho pubblicato tre lavori su cui ho poi gettato le basi per la mia teoria!S: Complimenti...davvero una bella soddisfazione immagino!!E: Si grazie...anche se è durata poco..S: Cos'altro ti è successo?E: Nel gennaio del 1831 ho inviato un breve riassunto dei miei lavori a Poisson affinchè lo presentasse all'Accademia..S: E...E: E in quello stesso anno ricevetti la risposta da Poisson.S: Ne fu entusiasta immagino?E: Diciamo pure di no, mi rifiutò il lavoro...S: Per quale motivo?E: Disse che l'esposizione non era chiara e che era praticamente impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità. Mi invitò quindi a lavorarci ancora per rendere il lavoro pù rigoroso e comprensibile.S: Ti arrabbiasti?E: Beh si , considerando anche che in quel periodo ero in carcere...S: Ancora! E per cosa?E: Sà, ero un rivoluzionario convinto!S: Ah si è vero...le ragioni politiche! Ma secondo te,tornando alla faccenda con Poisson, perchè non ha capito il valore e l'imporatnza del tuo lavoro?E: Non saprei, alcuni dicono che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua, ahimè, contorta esposizione, lo hanno dissuaso da uno studio più attento.S: Scommetto che nemmeno in quell'occasione ti sia abbattutto!E: No no, fortunatamente altri matematici, come per esempio Cauchy, pur non comprendendo proprio a pieno il mio lavoro, hanno riconosciuto in esso grandi potenzialità...S: Anche queste credo che siano delle belle soddisfazioni!E: Eh si penso proprio di si!S: Per concludere, che progetti hai per il tuo futuro?E: Sto andando di fretta a sistemare i miei lavori, credo mi ci vorrà tutta la notte e mi scuso già in anticipo se non riuscirò a farne un'esposizione chiara e del tutto completa!S: Allora ti lascio andare e ti ringrazio per la piacevole conversazione!E: Piacere mio!Con toni leggeri e a volte scherzosi ho cercato di presentare la breve, ma intensa vita di Evariste Galois, un giovane e irrequieto matematico che come narra la storia morì in un duello combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico.Quale sia la vera versione non è noto. E' certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono della annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva all'ospedale di Cochin.Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: "Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni".I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in segiuto risolto da Abel.Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
Intervista immaginaria ad un matematico francese che morì a soli 20 anni!
S: Buongiorno Evariste!E: Buongiorno a lei signorina!S: Data la giovane età mi permetto di darti del tu...E: Si grazie, lo farò anch'io con lei!S: Benissimo, allora parlami un pò di te, quando e dove sei nato?E: Sono nato il 25 ottobre del 1811 a Bourg-la-Reine.S:Entriamo subito nel merito e dimmi se ti ricordi,quand'è nata la tua passione per la matematica.E:Dunque...non ricordo esattamente quando, sò solo che sono considerato un ragazzo prodigio...S: Perchè secondo te?E: Credo sia dovuto al fatto che poco più che adolescente riuscii a determinare un metodo generale per scoprire se un'equazione è risolvibile o meno con operazioni quali: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice.S: Beh credo tu abbia risolto un problema della matematica vecchio di millenni!E: Così sembrerebbe!S: Modesto... considerando che il tuo lavoro ha posto le basi per una teoria che porta anche il tuo nome: Teoria di Galois. So anche che detieni un altro primato, quale?E: Si, sono stato il primo ad utilizzare il termine Gruppo in matematica.S: Cosa intendi per Gruppo?E: Un termine che serve per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi... Sai anche i gruppi da ma definiti hanno preso il mio nome!S: E cioè?E: Gruppi di Galois!S: Ma sei davvero un genio! Oltre alla matematica hai qualche altro interesse?E: Beh si, le mie convinzioni politiche rendono la mia vita piuttosto movimentata!S: E quali sono le tue convinzioni politiche?E: Sono un fervente Repubblicano e per questo ho avuto qualche problema...S: Mi racconti un episodio?E: Beh, un giorno ebbi la brillante idea di brindare al Re con in mano un coltello!S: E cosa ti è successo?E: A causa di questo brindisi fui portato in prigione...S: E rimanesti dentro per molto tempo?E: No, fortunatamente grazie alla testimonianza in mio favore da parte dei miei amici fui subito scarcerato.S: Una gran brutta faccenda!E: Eh si, ma ne sono successe altre che magari poi ti racconto!S: Certamente, sono qui tutta orecchi! Ma quali sono stati i tuoi studi? Sicuramente non avrai avuto dei problemi con la matematica?E: Eh no, purtroppo ti debbo smentire!S: Cioè..racconta dai?E: Nel 1828 cercai di essere ammesso all'Ecole Polytechnique ma non superai l'esame di ammissione!S: E poi?E: Tentai di nuovo l'anno successivo ma con scarsi risultati... Fui bocciato per la seconda volta all'esame di ammissione...S: Non credo alle tue parole, stai scherzando vero?E: No no è la verità...S: E allora come te lo spieghi? Cosa ti successe?E: Beh in realtà non è che non sapessi risolvere gli esercizi della prova...anzi, in verità li consideravo troppo semplici, banali e soprattutto non interessanti!.. E ti dirò di più, esasperato dall'esaminatore, che mi voleva imporre di risolvere quegli esercizi, presi il cancellino utilizzato per pulire la lavagna e glielo scagliai addosso!!! S: Ma sei davvero un bel tipino...hai spesso di queste uscite?E: Beh, era davvero un brutto periodo per me!S: Perchè? Cosa ti era successo?E: Ero profondamente scosso dall'improvvisa morte di mio padre, sai si è suicidato..S: Capisco e mi dispiace... Ripensando ai tuoi lavori, hai mai pensato di pubblicarli?E: Anche quella è una faccenda complicata...S: Perchè?E: Beh, inizialmente ho fatto pervenire la mia, diciamo, Memoria a Cauchy che la esaminò e mi suggerì di modificarla perchè in alcuni punti coincideva con un lavoro di Abel.S: E tu che hai fatto?E: Chiaramente l'ho modificata e nel 1830 l'ho inviata a Fourier con la speranza di poter partecipare al Gran Premio indetto dall'Accademia.S: E.... hai vinto?E: No, purtroppo Fourier morì e la mia memoria è andata persa.S: Mi spiace...Chi ha vinto il Concorso?E: Il premio è stato assegnato ad Abel e Jacobi.S: Ti sei scoraggiato e hai lasciato stare tutto?E: No, anzi, nonostante la scomparsa dello scritto, quello stesso anno ho pubblicato tre lavori su cui ho poi gettato le basi per la mia teoria!S: Complimenti...davvero una bella soddisfazione immagino!!E: Si grazie...anche se è durata poco..S: Cos'altro ti è successo?E: Nel gennaio del 1831 ho inviato un breve riassunto dei miei lavori a Poisson affinchè lo presentasse all'Accademia..S: E...E: E in quello stesso anno ricevetti la risposta da Poisson.S: Ne fu entusiasta immagino?E: Diciamo pure di no, mi rifiutò il lavoro...S: Per quale motivo?E: Disse che l'esposizione non era chiara e che era praticamente impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità. Mi invitò quindi a lavorarci ancora per rendere il lavoro pù rigoroso e comprensibile.S: Ti arrabbiasti?E: Beh si , considerando anche che in quel periodo ero in carcere...S: Ancora! E per cosa?E: Sà, ero un rivoluzionario convinto!S: Ah si è vero...le ragioni politiche! Ma secondo te,tornando alla faccenda con Poisson, perchè non ha capito il valore e l'imporatnza del tuo lavoro?E: Non saprei, alcuni dicono che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua, ahimè, contorta esposizione, lo hanno dissuaso da uno studio più attento.S: Scommetto che nemmeno in quell'occasione ti sia abbattutto!E: No no, fortunatamente altri matematici, come per esempio Cauchy, pur non comprendendo proprio a pieno il mio lavoro, hanno riconosciuto in esso grandi potenzialità...S: Anche queste credo che siano delle belle soddisfazioni!E: Eh si penso proprio di si!S: Per concludere, che progetti hai per il tuo futuro?E: Sto andando di fretta a sistemare i miei lavori, credo mi ci vorrà tutta la notte e mi scuso già in anticipo se non riuscirò a farne un'esposizione chiara e del tutto completa!S: Allora ti lascio andare e ti ringrazio per la piacevole conversazione!E: Piacere mio!Con toni leggeri e a volte scherzosi ho cercato di presentare la breve, ma intensa vita di Evariste Galois, un giovane e irrequieto matematico che come narra la storia morì in un duello combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico.Quale sia la vera versione non è noto. E' certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono della annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva all'ospedale di Cochin.Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: "Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni".I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in segiuto risolto da Abel.Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
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