Ho pensato molto alla persona da scegliere per questa intervista e alla fine non mi ero accorta di averla proprio davanti agli occhi... Invece della 'porta canto', avrei dovuto dire della stanza vicina! Si perchè la persona in questione è mio fratello, si chiama Gino e ha 5 anni più di me e da sempre, sin da quando era bambino, ha avuto un diverso approccio con la matematica (direi immediato e senza alcun problema)... Tanto da arrivare a farne una professione (Bancario) dopo una serie di studi sempre rigorosamente legati al mondo della matematica (ragioneria prima, economia e commercio poi..).E' stato un bel modo per conoscere quella parte di mio fratello che per molto tempo è stata motivo di gelosia e paragone per me che mi sentivo tanto diversa!
D: La matematica è sempre stata per te una passione?
R: Più che una passione, posso dire che ha avuto sempre un buon rapporto con i numeri! Insomma sin dall’inizio della scuola i numeri non mi hanno dato mai problemi! Mi spiego meglio….Ho sempre avuto una mente molto schematica che ben si sposava con la matematica ed i suoi aspetti. Le formule, le operazioni, i problemi…tutto mi riusciva e mi riesce abbastanza semplice…Devo confessare che ancora oggi mi piacerebbe prendere i miei vecchi libri di matematica ed esercitarmi con numeri, operazioni, equazioni, frazioni ecc.
D: Che rapporto hai oggi con essa?
R: Mah, devo dire che fa parte sicuramente del mio quotidiano! Lavorando in banca inevitabilmente la matematica ed i suoi aspetti mi accompagnano per tutta la giornata! Non nascondo che provo nostalgia per i pomeriggi passati ad esercitarmi con la matematica durante il mio percorso scolastico!
D: Pensi che la matematica sia una capacità innata o si possa imparare?
R: Come ogni cosa, la verità sta’ nel mezzo! Ovviamente la matematica si può e si deve apprendere attraverso lo studio e la pratica….Ma ad ogni modo si deve essere predisposti ad essa…L’intuito matematico fa parte di noi e non si può apprendere! I grandi matematici, scienziati, fisici sono arrivati ai livelli “alti” non solo attraverso lo studio e l’applicazione, ma anche grazie a quel qualcosa in più che solo madre natura ti dona!
D: Cosa pensi delle materia umanistiche?
R: Mi piacciono! Ad esempio sono sempre stato un grande appassionato di storia, soprattutto medievale. Nei miei scaffali abbondano libri di storia, soprattutto saggi! Avrei voluto conoscere il latino! Avendo frequentato un istituto tecnico ed Economia non ho avuto un grande confronto con le materia umanistiche! Tuttavia nella nostra formazione non si può prescindere dalle materie umanistiche! Le considero come una forma di arricchimento del nostro animo! Attraverso le materie umanistiche si può attuare un percorso conoscitivo e di arricchimento del nostro Io più profondo! Personalmente ricordo l’emozione di quando ho letto per la prima volta i romanzi cortesi di Chrétien de Troyes, poeta attivo in Europa nella seconda meta del XII secolo. Che avventure, l’amore, il coraggio, la virtù dei cavalieri! Emozioni che servono a colorare la nostra vita! La matematica permette al mondo di muoversi, le materie umanistiche di renderlo un po’ più colorato!
D: Ti piacciono?
R: Beh credo di averti già risposto! Mi sarebbe forse piaciuto avere una “guida” che mi avesse insegnato a cogliere alcune sfumature che inevitabilmente non ho la capacita di cogliere nei miei approcci solitari alla lettura!
D: Hai delle passioni che prescindono dalla matematica?
R: La lettura, la storia…ah si mi piace tanto andare in bicicletta! Pensa anche qui la matematica non mi abbandona! Ad esempio a seconda dei rapporti che usi mentre pedali hai un determinato sviluppo metrico, che poi devi regolare in base alle pulsazioni che il tuo cuore esprime ogni minuto! Ovviamente queste ultime le vai a gestire anche in base al numero di pedalate che sempre ogni minuto vai ad eseguire! Devi saper gestire lo sforzo in base ai chilometri che decidi di percorrere o al tempo che ti prefiggi di ottenere in un determinato chilometraggio! Alla fine tutti calcoli matematici che ti accompagnano anche nello sport!
D: Quanto conta la matematica nella professione che svolgi?
R: E’ tutta matematica! Lavoro in banca ed ogni giorno mi trova a dovermi confrontare con i numeri! Tassi, interessi, costi, ricavi! Ogni giorno devi rispondere a domande che comportano l’applicazione della matematica!
D: Pensi che la matematica, e più in generale la scienza, possa dare una risposta a tutto?
R: Credo di si! Vedi tutto l’universo è regolato da formule matematiche! La natura stessa risponde a delle regole che volendo si possono ricondurre alla matematica! Attraverso di essa l’uomo è passato dall’età della pietra all’età di Internet! L’evoluzione stessa è matematica!
D: Credi in Dio?
R: ……Mmh……E’ una domanda semplice, ma dare una risposta è di una difficoltà unica! Talvolta dico di credere in Dio per una sorta di timore verso tutto quello che non so e che non mi riesco a spiegare! Dico che a tutto ciò che ci circonda c’è una risposta! La verità è che abbiamo sempre avuto paura di tutto quello che non siamo in grado di spiegare, e questa debolezza ci costringe a doverci far tranquillizzare da una sorta di entità superiore! Siamo uomini perché abbiamo anche emozioni, sentimenti e tante, tante paure che dobbiamo superare, o quanto meno mascherare, e per questo che sentiamo il bisogno di credere in Dio!...Come vedi alla fine si fanno tanti giri di parole ma la risposta a tale domanda non è mai solo affermativa o solo negativa! Trai tu le conclusioni del mio discorso!
D: Quale erano i tuoi giochi preferiti quando eri bambino?
R:…Le costruzioni! I LEGO! Quanto le ho amate e quanto le amo! Non mi stancherei mai di costruire, di giocare con i LEGO! Intere giornate passate con le costruzioni! Penso, comunque che sia stato un gioco amatissimo e molto “di moda” tra quelli della mia generazione!
D: Credi che abbiano influenzato il tuo rapporto con la matematica?
R: Credo proprio di si! Hanno sicuramente allenato il mio cervello a sviluppare capacità critica e di analisi!
D: Hai delle manie o dei rituali particolari?
R: …Mmh…No non credo, o forse sono talmente in me che non mi rendo conto!
D: Sei un tipo introverso o estroverso?
R: tendenzialmente sono un tipo introverso! Soprattutto sono molto geloso dei miei spazi, delle mie cose e del mio modo di vivere la vita, che , talvolta, preferisco starmene per i fatti miei per non dover dare troppe spiegazioni!
D: Cosa pensi delle persone che non amano e non comprendono la matematica?
R:…Beh…Non faccio loro colpa di questo! Il mondo è bello perché è vario! Anch’io non amo e non comprendo la musica dance!...E non pretendo che gli altri amino o comprendano ciò che per me può essere normale!
D: Ne potresti diventare amico?
R:…Certo, non esiste solo la matematica! Esistono persone che hanno interessi e passioni diverse dalle proprie! Persone comunque affascinanti con qualcosa da trasmettere! Persone con cui essere amici e, perché no, da amare!
domenica 1 giugno 2008
Evariste Galois
Un ragazzo prodigio: EVARISTE GALOIS
Intervista immaginaria ad un matematico francese che morì a soli 20 anni!
S: Buongiorno Evariste!E: Buongiorno a lei signorina!S: Data la giovane età mi permetto di darti del tu...E: Si grazie, lo farò anch'io con lei!S: Benissimo, allora parlami un pò di te, quando e dove sei nato?E: Sono nato il 25 ottobre del 1811 a Bourg-la-Reine.S:Entriamo subito nel merito e dimmi se ti ricordi,quand'è nata la tua passione per la matematica.E:Dunque...non ricordo esattamente quando, sò solo che sono considerato un ragazzo prodigio...S: Perchè secondo te?E: Credo sia dovuto al fatto che poco più che adolescente riuscii a determinare un metodo generale per scoprire se un'equazione è risolvibile o meno con operazioni quali: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice.S: Beh credo tu abbia risolto un problema della matematica vecchio di millenni!E: Così sembrerebbe!S: Modesto... considerando che il tuo lavoro ha posto le basi per una teoria che porta anche il tuo nome: Teoria di Galois. So anche che detieni un altro primato, quale?E: Si, sono stato il primo ad utilizzare il termine Gruppo in matematica.S: Cosa intendi per Gruppo?E: Un termine che serve per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi... Sai anche i gruppi da ma definiti hanno preso il mio nome!S: E cioè?E: Gruppi di Galois!S: Ma sei davvero un genio! Oltre alla matematica hai qualche altro interesse?E: Beh si, le mie convinzioni politiche rendono la mia vita piuttosto movimentata!S: E quali sono le tue convinzioni politiche?E: Sono un fervente Repubblicano e per questo ho avuto qualche problema...S: Mi racconti un episodio?E: Beh, un giorno ebbi la brillante idea di brindare al Re con in mano un coltello!S: E cosa ti è successo?E: A causa di questo brindisi fui portato in prigione...S: E rimanesti dentro per molto tempo?E: No, fortunatamente grazie alla testimonianza in mio favore da parte dei miei amici fui subito scarcerato.S: Una gran brutta faccenda!E: Eh si, ma ne sono successe altre che magari poi ti racconto!S: Certamente, sono qui tutta orecchi! Ma quali sono stati i tuoi studi? Sicuramente non avrai avuto dei problemi con la matematica?E: Eh no, purtroppo ti debbo smentire!S: Cioè..racconta dai?E: Nel 1828 cercai di essere ammesso all'Ecole Polytechnique ma non superai l'esame di ammissione!S: E poi?E: Tentai di nuovo l'anno successivo ma con scarsi risultati... Fui bocciato per la seconda volta all'esame di ammissione...S: Non credo alle tue parole, stai scherzando vero?E: No no è la verità...S: E allora come te lo spieghi? Cosa ti successe?E: Beh in realtà non è che non sapessi risolvere gli esercizi della prova...anzi, in verità li consideravo troppo semplici, banali e soprattutto non interessanti!.. E ti dirò di più, esasperato dall'esaminatore, che mi voleva imporre di risolvere quegli esercizi, presi il cancellino utilizzato per pulire la lavagna e glielo scagliai addosso!!! S: Ma sei davvero un bel tipino...hai spesso di queste uscite?E: Beh, era davvero un brutto periodo per me!S: Perchè? Cosa ti era successo?E: Ero profondamente scosso dall'improvvisa morte di mio padre, sai si è suicidato..S: Capisco e mi dispiace... Ripensando ai tuoi lavori, hai mai pensato di pubblicarli?E: Anche quella è una faccenda complicata...S: Perchè?E: Beh, inizialmente ho fatto pervenire la mia, diciamo, Memoria a Cauchy che la esaminò e mi suggerì di modificarla perchè in alcuni punti coincideva con un lavoro di Abel.S: E tu che hai fatto?E: Chiaramente l'ho modificata e nel 1830 l'ho inviata a Fourier con la speranza di poter partecipare al Gran Premio indetto dall'Accademia.S: E.... hai vinto?E: No, purtroppo Fourier morì e la mia memoria è andata persa.S: Mi spiace...Chi ha vinto il Concorso?E: Il premio è stato assegnato ad Abel e Jacobi.S: Ti sei scoraggiato e hai lasciato stare tutto?E: No, anzi, nonostante la scomparsa dello scritto, quello stesso anno ho pubblicato tre lavori su cui ho poi gettato le basi per la mia teoria!S: Complimenti...davvero una bella soddisfazione immagino!!E: Si grazie...anche se è durata poco..S: Cos'altro ti è successo?E: Nel gennaio del 1831 ho inviato un breve riassunto dei miei lavori a Poisson affinchè lo presentasse all'Accademia..S: E...E: E in quello stesso anno ricevetti la risposta da Poisson.S: Ne fu entusiasta immagino?E: Diciamo pure di no, mi rifiutò il lavoro...S: Per quale motivo?E: Disse che l'esposizione non era chiara e che era praticamente impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità. Mi invitò quindi a lavorarci ancora per rendere il lavoro pù rigoroso e comprensibile.S: Ti arrabbiasti?E: Beh si , considerando anche che in quel periodo ero in carcere...S: Ancora! E per cosa?E: Sà, ero un rivoluzionario convinto!S: Ah si è vero...le ragioni politiche! Ma secondo te,tornando alla faccenda con Poisson, perchè non ha capito il valore e l'imporatnza del tuo lavoro?E: Non saprei, alcuni dicono che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua, ahimè, contorta esposizione, lo hanno dissuaso da uno studio più attento.S: Scommetto che nemmeno in quell'occasione ti sia abbattutto!E: No no, fortunatamente altri matematici, come per esempio Cauchy, pur non comprendendo proprio a pieno il mio lavoro, hanno riconosciuto in esso grandi potenzialità...S: Anche queste credo che siano delle belle soddisfazioni!E: Eh si penso proprio di si!S: Per concludere, che progetti hai per il tuo futuro?E: Sto andando di fretta a sistemare i miei lavori, credo mi ci vorrà tutta la notte e mi scuso già in anticipo se non riuscirò a farne un'esposizione chiara e del tutto completa!S: Allora ti lascio andare e ti ringrazio per la piacevole conversazione!E: Piacere mio!Con toni leggeri e a volte scherzosi ho cercato di presentare la breve, ma intensa vita di Evariste Galois, un giovane e irrequieto matematico che come narra la storia morì in un duello combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico.Quale sia la vera versione non è noto. E' certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono della annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva all'ospedale di Cochin.Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: "Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni".I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in segiuto risolto da Abel.Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
Intervista immaginaria ad un matematico francese che morì a soli 20 anni!
S: Buongiorno Evariste!E: Buongiorno a lei signorina!S: Data la giovane età mi permetto di darti del tu...E: Si grazie, lo farò anch'io con lei!S: Benissimo, allora parlami un pò di te, quando e dove sei nato?E: Sono nato il 25 ottobre del 1811 a Bourg-la-Reine.S:Entriamo subito nel merito e dimmi se ti ricordi,quand'è nata la tua passione per la matematica.E:Dunque...non ricordo esattamente quando, sò solo che sono considerato un ragazzo prodigio...S: Perchè secondo te?E: Credo sia dovuto al fatto che poco più che adolescente riuscii a determinare un metodo generale per scoprire se un'equazione è risolvibile o meno con operazioni quali: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevazione di potenza ed estrazione di radice.S: Beh credo tu abbia risolto un problema della matematica vecchio di millenni!E: Così sembrerebbe!S: Modesto... considerando che il tuo lavoro ha posto le basi per una teoria che porta anche il tuo nome: Teoria di Galois. So anche che detieni un altro primato, quale?E: Si, sono stato il primo ad utilizzare il termine Gruppo in matematica.S: Cosa intendi per Gruppo?E: Un termine che serve per definire un insieme di possibili permutazioni di elementi... Sai anche i gruppi da ma definiti hanno preso il mio nome!S: E cioè?E: Gruppi di Galois!S: Ma sei davvero un genio! Oltre alla matematica hai qualche altro interesse?E: Beh si, le mie convinzioni politiche rendono la mia vita piuttosto movimentata!S: E quali sono le tue convinzioni politiche?E: Sono un fervente Repubblicano e per questo ho avuto qualche problema...S: Mi racconti un episodio?E: Beh, un giorno ebbi la brillante idea di brindare al Re con in mano un coltello!S: E cosa ti è successo?E: A causa di questo brindisi fui portato in prigione...S: E rimanesti dentro per molto tempo?E: No, fortunatamente grazie alla testimonianza in mio favore da parte dei miei amici fui subito scarcerato.S: Una gran brutta faccenda!E: Eh si, ma ne sono successe altre che magari poi ti racconto!S: Certamente, sono qui tutta orecchi! Ma quali sono stati i tuoi studi? Sicuramente non avrai avuto dei problemi con la matematica?E: Eh no, purtroppo ti debbo smentire!S: Cioè..racconta dai?E: Nel 1828 cercai di essere ammesso all'Ecole Polytechnique ma non superai l'esame di ammissione!S: E poi?E: Tentai di nuovo l'anno successivo ma con scarsi risultati... Fui bocciato per la seconda volta all'esame di ammissione...S: Non credo alle tue parole, stai scherzando vero?E: No no è la verità...S: E allora come te lo spieghi? Cosa ti successe?E: Beh in realtà non è che non sapessi risolvere gli esercizi della prova...anzi, in verità li consideravo troppo semplici, banali e soprattutto non interessanti!.. E ti dirò di più, esasperato dall'esaminatore, che mi voleva imporre di risolvere quegli esercizi, presi il cancellino utilizzato per pulire la lavagna e glielo scagliai addosso!!! S: Ma sei davvero un bel tipino...hai spesso di queste uscite?E: Beh, era davvero un brutto periodo per me!S: Perchè? Cosa ti era successo?E: Ero profondamente scosso dall'improvvisa morte di mio padre, sai si è suicidato..S: Capisco e mi dispiace... Ripensando ai tuoi lavori, hai mai pensato di pubblicarli?E: Anche quella è una faccenda complicata...S: Perchè?E: Beh, inizialmente ho fatto pervenire la mia, diciamo, Memoria a Cauchy che la esaminò e mi suggerì di modificarla perchè in alcuni punti coincideva con un lavoro di Abel.S: E tu che hai fatto?E: Chiaramente l'ho modificata e nel 1830 l'ho inviata a Fourier con la speranza di poter partecipare al Gran Premio indetto dall'Accademia.S: E.... hai vinto?E: No, purtroppo Fourier morì e la mia memoria è andata persa.S: Mi spiace...Chi ha vinto il Concorso?E: Il premio è stato assegnato ad Abel e Jacobi.S: Ti sei scoraggiato e hai lasciato stare tutto?E: No, anzi, nonostante la scomparsa dello scritto, quello stesso anno ho pubblicato tre lavori su cui ho poi gettato le basi per la mia teoria!S: Complimenti...davvero una bella soddisfazione immagino!!E: Si grazie...anche se è durata poco..S: Cos'altro ti è successo?E: Nel gennaio del 1831 ho inviato un breve riassunto dei miei lavori a Poisson affinchè lo presentasse all'Accademia..S: E...E: E in quello stesso anno ricevetti la risposta da Poisson.S: Ne fu entusiasta immagino?E: Diciamo pure di no, mi rifiutò il lavoro...S: Per quale motivo?E: Disse che l'esposizione non era chiara e che era praticamente impossibile analizzarne con chiarezza la rigorosità. Mi invitò quindi a lavorarci ancora per rendere il lavoro pù rigoroso e comprensibile.S: Ti arrabbiasti?E: Beh si , considerando anche che in quel periodo ero in carcere...S: Ancora! E per cosa?E: Sà, ero un rivoluzionario convinto!S: Ah si è vero...le ragioni politiche! Ma secondo te,tornando alla faccenda con Poisson, perchè non ha capito il valore e l'imporatnza del tuo lavoro?E: Non saprei, alcuni dicono che Poisson riceveva moltissimi lavori da esaminare e probabilmente la difficoltà del manoscritto e la sua, ahimè, contorta esposizione, lo hanno dissuaso da uno studio più attento.S: Scommetto che nemmeno in quell'occasione ti sia abbattutto!E: No no, fortunatamente altri matematici, come per esempio Cauchy, pur non comprendendo proprio a pieno il mio lavoro, hanno riconosciuto in esso grandi potenzialità...S: Anche queste credo che siano delle belle soddisfazioni!E: Eh si penso proprio di si!S: Per concludere, che progetti hai per il tuo futuro?E: Sto andando di fretta a sistemare i miei lavori, credo mi ci vorrà tutta la notte e mi scuso già in anticipo se non riuscirò a farne un'esposizione chiara e del tutto completa!S: Allora ti lascio andare e ti ringrazio per la piacevole conversazione!E: Piacere mio!Con toni leggeri e a volte scherzosi ho cercato di presentare la breve, ma intensa vita di Evariste Galois, un giovane e irrequieto matematico che come narra la storia morì in un duello combattuto per salvare l'onore di una donna che il giovane amava. Vi sono altre versioni che accusano la polizia segreta del Re della responsabilità del duello affermando che la motivazione dell'onore fu solo una copertura per nascondere un omicidio politico.Quale sia la vera versione non è noto. E' certo invece che Evariste fosse sicuro di morire durante quel duello, al punto che passò tutta la notte precedente a cercare di sistemare i suoi lavori matematici e in questi vi sono della annotazioni in cui afferma che gli manca il tempo per un'esposizione più completa e chiara.Il 30 maggio 1832 di prima mattina veniva colpito da un proiettile all'addome e il giorno seguente moriva all'ospedale di Cochin.Le sue ultime parole, dette a suo fratello Alfred furono: "Non piangere! Ho bisogno di tutto il mio coraggio per morire a vent'anni".I contributi matematici di Galois furono alla fine pubblicati nel 1843 da Joseph Liouville che, ricevuto il manoscritto, lo lesse attentamente e lo sistemò per rendere l'esposizione più semplice. Liouville dichiarò che effettivamente Galois aveva risolto il problema proposto e in segiuto risolto da Abel.Il manoscritto fu pubblicato nel numero di ottobre-dicembre sul "Giornale di Matematica pura e applicata".
domenica 4 maggio 2008
Pensando all'intervista e alla persona giusta...
Sono le 8.15 del mattino e mentre mi preparo per andare a lavoro, penso a cosa domandare per l'intervista e soprattutto chi scegliere come matematico della porta accanto... in ballo ce ne sono tre! Addirittura!!!... Due credo di conoscerli piuttosto bene ( e sono da sempre un tantino invidiati da me per via di quelle doti matematiche che io non ho mai avuto) Mi sono accorta di una cosa... Da quando sono in ballo per questo corso, ho una visione della realtà un tantino diversa...mi soffermo molto di più sulla quantità di dati matematici che incontro giornalmente e mi accorgo di quanto siano fondamentali per poter comprere e dare senso alla realtà!! Quasi quasi comincio ad amare questo mondo e affrontandolo non mi fa più nemmeno tanta paura!
Oddio è tardi!!!!.... Ho tutta la giornata per poter scegliere la persona giusta!
Oddio è tardi!!!!.... Ho tutta la giornata per poter scegliere la persona giusta!
mercoledì 16 aprile 2008
IL MORBO DISCALCULICO
"Uno strano morbo colpisce Cittaducale"
Si ritrovò in un paese che non conosceva, la sua attenzione cadde sull'orologio della torre che spiccava sulla piazza...Notò immediatamente che c'era qualcosa di diverso...strano! Le lancette dell'orologio giravano al contrario, ma non se ne curò, pensò semplicemente che era un vecchio orologio ormai rotto.
Cercò di capire dove si trovasse, trovò un annuncio attaccato sottosopra ad un palo della luce e lì lesse il nome del paese, fece fatica perchè il nome era scritto al contrario : ELACUDATTIC; si concentrò un attimo e riuscì a comprendere...il paese si chiamava CITTADUCALE!
Si domandò come fosse arrivato in quel posto, ah si, perchè lo aveva dimenticato? Aveva bucato con la macchina e doveva assolutamente trovare qualcuno che lo aiutasse a riparare la gomma, ma chi?
Erano le due del pomeriggio, in giro non c'era proprio nessuno, s'incamminò per la via principale del paese fino a quando non scorse un benzinaio e notò che ancora una volta l'insegna dell'officina era scritta al contrario, ma la sua attenzione fu subito attratta da un uomo alto alto e magro magro, indossava una tuta blu e capì che aveva trovato quello che cercava, finalmente, avrebbe risolto il suo problema.
Si avvicinò all'uomo e salutando chiese se cortesemente avrebbe riparato la sua gomma, l'uomo sembrava non capire, continuava a toccarsi la testa e solamante dopo un pò di tempo disse: "Credo di aver capito!"... Iniziò a camminare al contrario e zigzagando qua e là ,entrò nella rimessa degli attrezzi e ne uscì fuori con in mano un blocchetto di cemento, la ragazza rimase sconcertata e continuava a non capire il perchè di quella scelta...lei avevo chiesto solo una ruota!
L'uomo si avvicinò con la sua camminata strampalata e si dimostrò pronto ad intervenire...Silvia lo fermò e cercò di spiegarsi meglio...L'uomo sembrava proprio non capire,la ragazza prese un pezzo di carta e ci disegnò sopra un cerchio, qualcosa che si avvicinasse di più ad una ruota.
Ma cosa c'era di più semplice di un cerchio?...Eppure quell'uomo continuava a non capire... Decise allora di lasciar stare e di fare una telefonata a casa per tranquillizzare i suoi, iniziò a digitare i numeri sul sul suo cellulare, ma niente, non dava segni di vita. Pensò che come suo solito era rimasto senza credito, iniziò a camminare nella speranza di un negozio o di un bar dove effettuare una ricarica... lo trovò in una via interna del paese... Entrò ma non vi trovò nessuno, suonò il campanello sul bancone ed ecco presentarsi una signora che camminando anche lei al contrario chiese in cosa poteva esserle utile, la ragazza chiese della ricarica telefonica e cominciò a dettarle il suo numero di cellulare, la signora lo appuntò su di un foglio per non dimenticarlo, la ragazza pensò che fosse un pò smemorata soprattutto quando glielo dovette ripere più di una volta... Finalmente sembrava che avesse capito e quando iniziò a digitare i numeri si accorse che li aveva dimenticati tutti. Silvia sbirciò sul foglio della signora e notò che aveva semplicemente appuntato degli scarabbocchi senza senso... pensò allora che fosse un pò sorda, prese un altro foglio e scrisse lei stessa il suo numero...Glielo consegnò e notò immediatamente il turbamento della signora, sembrava proprio non capire... Decise di uscire da lì, non sapeva cosa pensare ma soprattutto come fare, iniziò a domandarsi se fosse solo un caso o lì in quel paese c'era gente strana! Ancora sconcertata pensò che se avesse riempito la sua pancia forse avrebbe ragionato meglio, entrò in un supermercato e si avvicinò al bancone dei salumi, un panino era la soluzione più comoda... ordinò un panino con dentro del prosciutto, circa 100g, osservò il commesso tagliare l'affettato e si accorse che ne stava tagliando di più, a occhio e croce sarà stato un chilo buono! Penso di aver espresso male la sua richiesta e cerco di fermarlo ma con scarso successo, si arrese e si prese il suo bel paninozzo sperando che non fossimo così abbondanti anche nel conto.
Si avvicinò alla cassa e aspettò in fila e quando venne il suo turno gli si presentò un conto che non credeva ai suoi occhi, era di appena 50 centesimi- ci dev'essere uno sbaglio- pensò e in tutta onestà lo fece notare alla cassiera che con molta calma le spiegò che non c'era nessun errore!
Silvia uscì dal supermercato anche piuttosto soddisfatta... la gente era pure tanto strana, ma la convenienza era buona!
Strada facendo incontrò una pattuglia della polizia e finalmente si sentì sollevata, finalmente poteva chiedere aiuto e domandare il perchè di tanti comportamenti strani. Si avvicinò e iniziò a parlare con i poliziotti spiegando le strane cose che aveva visto quando ad un certo punto si sentì uno spaventoso boato.... Aiuto! Che cosa stava succedendo? In lontananza si scorse una grande nube grigia... Il poliziotto annuì e disse che un'altra casa era crollata... Spiegò alla ragazza che da quando tutti gli abitanti del paese erano stati colti dal Morbo Discalculico niente era più come prima! Le persone non camminavano in maniera coordinata, non riconoscevano la destra dalla sinistra,il senso del tempo e dello spazio erano completamente persi per non parlare dei numeri...insomma, qualsiasi tipo di abilità matematica era scomparsa e cosa ancora più grave era che il morbo fosse altamente contagioso!!
Silvia non credeva alle sue orecchie, era talmente spaventatta che cominciò ad urlare e a piangere... Aiuto Aiuto! Il Morbo Discalculico! Aiuto!Ahahahahahah!.....
La mamma corse nella stanza di Silvia e cercò di calmarla, la ragazza aprì gli occhi e non capì. Cosa le stava capitando? Chiese alla mamma che ore fossero, guardò l'orologio ed erano solo le quattro di notte. capì allora che quella storia era stato solo un brutto sogno!
Per saperne di più su Cittaducale www.prolococittaducale.it
Si ritrovò in un paese che non conosceva, la sua attenzione cadde sull'orologio della torre che spiccava sulla piazza...Notò immediatamente che c'era qualcosa di diverso...strano! Le lancette dell'orologio giravano al contrario, ma non se ne curò, pensò semplicemente che era un vecchio orologio ormai rotto.
Cercò di capire dove si trovasse, trovò un annuncio attaccato sottosopra ad un palo della luce e lì lesse il nome del paese, fece fatica perchè il nome era scritto al contrario : ELACUDATTIC; si concentrò un attimo e riuscì a comprendere...il paese si chiamava CITTADUCALE!
Si domandò come fosse arrivato in quel posto, ah si, perchè lo aveva dimenticato? Aveva bucato con la macchina e doveva assolutamente trovare qualcuno che lo aiutasse a riparare la gomma, ma chi?
Erano le due del pomeriggio, in giro non c'era proprio nessuno, s'incamminò per la via principale del paese fino a quando non scorse un benzinaio e notò che ancora una volta l'insegna dell'officina era scritta al contrario, ma la sua attenzione fu subito attratta da un uomo alto alto e magro magro, indossava una tuta blu e capì che aveva trovato quello che cercava, finalmente, avrebbe risolto il suo problema.
Si avvicinò all'uomo e salutando chiese se cortesemente avrebbe riparato la sua gomma, l'uomo sembrava non capire, continuava a toccarsi la testa e solamante dopo un pò di tempo disse: "Credo di aver capito!"... Iniziò a camminare al contrario e zigzagando qua e là ,entrò nella rimessa degli attrezzi e ne uscì fuori con in mano un blocchetto di cemento, la ragazza rimase sconcertata e continuava a non capire il perchè di quella scelta...lei avevo chiesto solo una ruota!
L'uomo si avvicinò con la sua camminata strampalata e si dimostrò pronto ad intervenire...Silvia lo fermò e cercò di spiegarsi meglio...L'uomo sembrava proprio non capire,la ragazza prese un pezzo di carta e ci disegnò sopra un cerchio, qualcosa che si avvicinasse di più ad una ruota.
Ma cosa c'era di più semplice di un cerchio?...Eppure quell'uomo continuava a non capire... Decise allora di lasciar stare e di fare una telefonata a casa per tranquillizzare i suoi, iniziò a digitare i numeri sul sul suo cellulare, ma niente, non dava segni di vita. Pensò che come suo solito era rimasto senza credito, iniziò a camminare nella speranza di un negozio o di un bar dove effettuare una ricarica... lo trovò in una via interna del paese... Entrò ma non vi trovò nessuno, suonò il campanello sul bancone ed ecco presentarsi una signora che camminando anche lei al contrario chiese in cosa poteva esserle utile, la ragazza chiese della ricarica telefonica e cominciò a dettarle il suo numero di cellulare, la signora lo appuntò su di un foglio per non dimenticarlo, la ragazza pensò che fosse un pò smemorata soprattutto quando glielo dovette ripere più di una volta... Finalmente sembrava che avesse capito e quando iniziò a digitare i numeri si accorse che li aveva dimenticati tutti. Silvia sbirciò sul foglio della signora e notò che aveva semplicemente appuntato degli scarabbocchi senza senso... pensò allora che fosse un pò sorda, prese un altro foglio e scrisse lei stessa il suo numero...Glielo consegnò e notò immediatamente il turbamento della signora, sembrava proprio non capire... Decise di uscire da lì, non sapeva cosa pensare ma soprattutto come fare, iniziò a domandarsi se fosse solo un caso o lì in quel paese c'era gente strana! Ancora sconcertata pensò che se avesse riempito la sua pancia forse avrebbe ragionato meglio, entrò in un supermercato e si avvicinò al bancone dei salumi, un panino era la soluzione più comoda... ordinò un panino con dentro del prosciutto, circa 100g, osservò il commesso tagliare l'affettato e si accorse che ne stava tagliando di più, a occhio e croce sarà stato un chilo buono! Penso di aver espresso male la sua richiesta e cerco di fermarlo ma con scarso successo, si arrese e si prese il suo bel paninozzo sperando che non fossimo così abbondanti anche nel conto.
Si avvicinò alla cassa e aspettò in fila e quando venne il suo turno gli si presentò un conto che non credeva ai suoi occhi, era di appena 50 centesimi- ci dev'essere uno sbaglio- pensò e in tutta onestà lo fece notare alla cassiera che con molta calma le spiegò che non c'era nessun errore!
Silvia uscì dal supermercato anche piuttosto soddisfatta... la gente era pure tanto strana, ma la convenienza era buona!
Strada facendo incontrò una pattuglia della polizia e finalmente si sentì sollevata, finalmente poteva chiedere aiuto e domandare il perchè di tanti comportamenti strani. Si avvicinò e iniziò a parlare con i poliziotti spiegando le strane cose che aveva visto quando ad un certo punto si sentì uno spaventoso boato.... Aiuto! Che cosa stava succedendo? In lontananza si scorse una grande nube grigia... Il poliziotto annuì e disse che un'altra casa era crollata... Spiegò alla ragazza che da quando tutti gli abitanti del paese erano stati colti dal Morbo Discalculico niente era più come prima! Le persone non camminavano in maniera coordinata, non riconoscevano la destra dalla sinistra,il senso del tempo e dello spazio erano completamente persi per non parlare dei numeri...insomma, qualsiasi tipo di abilità matematica era scomparsa e cosa ancora più grave era che il morbo fosse altamente contagioso!!
Silvia non credeva alle sue orecchie, era talmente spaventatta che cominciò ad urlare e a piangere... Aiuto Aiuto! Il Morbo Discalculico! Aiuto!Ahahahahahah!.....
La mamma corse nella stanza di Silvia e cercò di calmarla, la ragazza aprì gli occhi e non capì. Cosa le stava capitando? Chiese alla mamma che ore fossero, guardò l'orologio ed erano solo le quattro di notte. capì allora che quella storia era stato solo un brutto sogno!
Per saperne di più su Cittaducale www.prolococittaducale.it
martedì 15 aprile 2008
NOI E LA MATEMATICA

Sfoglio una pagina di un quotidiano... e tra una marea di lettere e parole ecco che riesco a sottolineare la presenza di un linguaggio diverso, ma fondamentale, per l'acquisizione delle molteplici informazioni...Il linguaggio in questione è quello matematico con tutte le sue sfumature.
Il quotidiano preso in considerazione è "Il Messaggero" del 15 aprile 2008.
In primo piano ci sono i risultati delle elezioni tenutesi il 13- 14 aprile 2008.
PROVIAMO A FARE ORDINE:
Passerò sotto la lente d'ingrandimento la prima pagina di questo quotidiano cercando così di individuare e riordinare tutti i dati matematici che incontrerò strada facendo...
VALORI NUMERICI
1(appare 7 volte) , 2 (appare 3 volte), 3 (appare 2 volte) , 4 (appare 3 volte) , 5 , 6 , 7 , 8 , 9 , 11 (appare 2 volte) , 15 , 17 (appare 2 volte), 18 (appare 2 volte) ,23 , 25 , 29 (appare 2 volte) , 30 , 31 (appare 2 volte), 34 , 40 (appare 2 volte) , 47 , 104 , 118 , 130 , 135 , 141 , 167 , 210 , 241 , 284 , 340 , 1943 , 1945 , 1996 , 2008 , 2009 , 59.326 , 59.516 , 60.048 , 61.062.
Con la virgola:
0,4 (appare 2 volte) - 0,5 - 0,6 - 0,7 - 0,8 - 0,9 - 0,30 - 1,0 - 1,1 ( appare 2 volte) - 2,0 - 2,4 - 2,1 - 2,7 - 3,1 - 3,2 - 4,3 - 4,4 - 5,6 - 5,7 - 6,90 - 8,1 - 8,5 (appare 3 volte) - 8,99 (appre 2 volte) - 33,3 - 33,7 - 37,1 - 37,7 - 38,0 - 38,1 - 46,7 - 47,3.
Numeri ordinali:
Primo (appare 2 volte) ; Secondo (appare 2 volte); Terza; Quarto; Quinta; Settimo;
Numeri romani:
III ;
Simboli matematici e affini:
Per (appare 12 volte);
Più (appare 11 volte) ;
Meno (appare 3 volte);
% (appare 3 volte);
Euro (appare 16 volte);
Linguaggio pertinente la materia:
Risultato/i (Appare 4 volte), Errori, Minimo, Totale, Valore, Positivo, Negativo, Forza, Incremento, Destra, Sinistra, Spazio, Peso (appare 2 volte), Spessore, Trentenne,Ventinovenne, Margini, Decina, Percentuali, Proiezioni, Dati, Centro, Sconti, Metodo, Valori, Mercato, Unità, Contrario, Insieme, Punto, Linea.
La mia analisi si è concentrata solamente sulla prima pagina, ma scorrendo il quotidiano mi accorgo che i dati matematici aumentano vertiginosamente... Il tema caldo delle elezioni politiche è fortemente permeato di terminologia matematica...D'altronde sono proprio i numeri, le percentuali e le statistiche a fare la differenza no?!
Al di là del caso particolare preso in considerazione sfogliando un qualsiasi tipo di giornale risulta evidente quanto sia fondamentale l'elemento matematico per dare senso alle informazioni che si vogliono esprimere...anche le più banali.
DIFFICOLTA':
Non nego un pò di difficoltà (durante l'esecuzione del compito di analisi del testo) nel mettere immediatamente a fuoco la terminologia specifica o cmq pertinente alla matematica tanto ormai facente parte del linguaggio corrente , parlato e quotidiano.
Provate anche voi e vi accorgerete!
martedì 8 aprile 2008
IO E LA MATEMATICA
Da sempre considerata la Regina delle scienze e la forma di sapere più elevato, la matematica ha dato vita in me a sentimenti e sensazioni non sempre piacevoli e soddisfacenti. Eppure non posso non notare quanto la matematica sia importante e significativa per la mia e per l'esistenza di tutti noi.
Ma essere arrivata a tale conclusione è solo una recente conquista! Lentamente sto riscomprendo un mondo che aveva solo bisogno di essere guardato da un altro punto di vista (forse molteplici!) e parallelamente sta venendo fuori un entusiasmo che mi libera da tutti quei pregiudizi dietro cui mi ero barricata! Non è semplice definire il momento in cui sia realmente entrata in contatto con il mondo della matematica, però una cosa è certa, ho impiegato nove mesi per venire al mondo!
Ma essere arrivata a tale conclusione è solo una recente conquista! Lentamente sto riscomprendo un mondo che aveva solo bisogno di essere guardato da un altro punto di vista (forse molteplici!) e parallelamente sta venendo fuori un entusiasmo che mi libera da tutti quei pregiudizi dietro cui mi ero barricata! Non è semplice definire il momento in cui sia realmente entrata in contatto con il mondo della matematica, però una cosa è certa, ho impiegato nove mesi per venire al mondo!
Molto probabilmente molte abilità matematiche le possediamo già al momento della nostra nascita, come parte del nostro patrimonio genetico, come qualcosa di innato. Siamo dunque, potenzialmente, tutti predisposti verso processi matematici?! Credo proprio di si, anche se poi parlare di 'amore per la matematica' sia tutta un'altra cosa; sono le diverse esperienze (soprattutto le prime) e i vissuti personali che condizionano il futuro rapporto che ognuno di noi instaura con questa disciplina. Personalmente non ricordo il momento esatto in cui ho avuto a che fare con la matematica, ma credo che nel gioco sia cominciato tutto... e allora torno indietro nel tempo e vedo me bambina alle prese con le costruzioni, i giochi ad incastro di legno, i chiodini...che soddisfazione! Che forme! Che colori! Con la fantasia potevo comporre, costruire e infine distruggere le mie fantastiche creazioni. E tra un cartone animato e l'altro chiedere alla mamma una caramella in più e mangiarne troppe costava un terribile mal di pancia! Per sentirsi grandi a 5 anni bastava confrontarsi in altezza con gli altri bambini e allora lì a mettere le tacche sulle mattonelle della cucina! E scoprire che in un mese si era cresciuti un pò di più, era una gran bella soddisfazione! Per non parlare delle figurine; cercare di riconoscere il numero (ovviamente solo nei segni e non nel significato) attaccarlo nella pagina esatta, scoprire quante ne mancano per completare l'album, lo scambio con gli altri bambini... E tra una figurina e l'altra, tra un giro di bicicletta e una sbucciata di ginocchia, cimentarsi nei classici giochi di gruppo : "Nascondino"con le sue conte, "Un, due, tre...stella!", "La campana" con il suo schema da costruire e i numeri da sistemare... La scoperta dell'orologio, il mio primo piccolo e coloratissimo orologio... Certo non semplicissimo da comprendere... ma ottima fu la trovata di mia madre nel costruirne insieme uno di cartone tutto colorato! Ma l'impatto con la matematica non fu solo ludico, arrivò la scuola e la matematica divenne una semplice materia di studio insegnata da quella che oggi potrei definire, con tutto il rispetto, una 'folle esaurita' di nome Lucia, la mia prima maestra! Non ricordo modalità d'insegnamento così creative e divertenti, per me era tutto così complicato, astratto, senza senso...tanti strani segni difficili da decifrare di cui non riuscivo a comprenderne le reali funzioni. Mi ricordo solamente che la maestra mi dava della pigra e della lenta!...e che soprattutto strillava!!... Che stress! L'anno dopo i miei genitori si trasferirono e da un paese in provincia di Milano mi ritrovai in un paese in provincia di Rieti (dove poi sono cresciuta e in cui vivo ancora oggi). Fui inserita in una classe già avviata, compagni da conoscere, diversi modi di parlare e soprattutto nuovi maestri. Erano marito e moglie che si dividevano sulla stessa classe nell'insegnamento dell'italiano lei e di matematica lui, il maestro Claudio.
Il maestro lo ricordo come una persona dai toni pacati e piuttosto scherzosi, ciò nonostante, non riuscì nell'intento di trasmettermi un grande amore per la matematica, le scienze e la geometria. Al contrario crebbe in me un forte senso di ansia e frustrazione, la matematica divenne solamente sinonimo di prova e di verifica; sembrava che essere realmente bravi a scuola e più in generale intelligenti nella vita, dipendesse dal fatto di essere bravo in matematica... che sciocchezza! Di certo non mi aiutava il confronto che i miei genitori facevano tra me e mio fratello; lui era il secchione ed io la pecora lenta di casa, lui era quello che sapeva a menadito le tabelline e io quella che proprio non c'era verso! Ricordo la splendida idea che ebbe mio padre , militare di professione, per insegnarmi le tabelline... dato che proprio non mi ci entravano, mi mise in castigo con di fronte un bel foglio di operazioni da risolvere da sola... Ovviamente non ottenne ciò che voleva lui, in tutta risposta ebbe una figlia umiliata che continuò ad odiare la matematica e ad avere grande senso di ansia e di rifiuto per il mondo della matemetica e le sue applicazioni più scolastiche. Fortunatamente il mio disamore per la matematica venne compensato da altri interressi che alla luce di oggi non sembrerebbero poi così lontani dal mondo dei numeri; all'età di otto anni mi innamorai della musica e decisi che mi sarei iscritta alla scuola di musica del mio paese per poter imparare a suonare il sassofono...Cominciai a decifrare un mondo fatto di segni, tempi e valori diversi, per alcuni difficili, per me affascinanti e divertenti; non mi resi nemmeno conto che in maniera differente mi ero ritrovata a fare quella matematica che tanto mi angosciava. Fui così determinata che all'età di undici anni cominciai a suonare nella banda del mio paese. Durante le vacanze estive i miei genitori pensarono bene di mandarmi a ripetizione da una maestra che mi aiutasse a compansare le mie lacune in matematica, fu un'estate pesantissima, avevo dieci anni e volevo divertirmi anch'io e invece mi toccava, tutti i pomeriggi, ripassare quelle nozioni che mi avevano angosciato tutto l'anno.Tutto sommato, la maestra Paola fece un bel lavoro, mi lodava sempre per la costanza e la grande forza di volontà che avevo e in qualche modo riuscì anche ad infondere in me una fiducia e una caparbietà che forse mai nessuno aveva fatto fino a quel momento. Alle scuole medie cambiai due professori di matematica in tre anni, ma in entrambi i casi fui piuttosto sfortunata, ad oggi potrei valutarli come piuttosto competenti in materia, ma un disastro totale nella metodologia d'insegnamento e nella didattica. Le lezioni di matematica e soprattutto di geometria erano di una tale noia che non ne riuscivo proprio a comprendere l'utilità. E poi vennero gli anni del liceo (pedagogico). Nel tempo avevo ormai maturato un interesse per le materie umanistiche e questa scuola fu la risoluzione più coerente per le mie attitudini. Ebbi la fortuna d'incontrare un fantastico professore di matematica, affascinante per quanto competente e umanamente disponibile. Non ho mai incontrato un professore che considerrasse tanto importante non dare per spacciato nessuno di noi, organizzò attività integrative per sopperire alle carenze che molte di noi avevano, le lezioni di matematica risultavano piacevoli e divertenti e soprattutto passava un amore per la disciplina che nessuno mai mi aveva trasmesso. Mi domando ancora il perchè non abbia mai trovato interessante il mondo dei numeri e forse l'unica cosa che rimprovero a chi negli anni abbia cercato di insegnarmi questa disciplina è la profonda spaccatura creata tra la vita reale e la matematica, nessuno mai è riuscito a farmi capire che la matematica è fondamentalmente molto più pratica di quanto si possa immaginare, che se ne venisse negata l'esistenza tutto verrebbe a fermarsi e molte delle nostre abitudini sarebbero impossibili.
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